Il ponte somatico: quando il corpo ricorda prima della mente
- Dott.ssa Maddalena Boscaro
- 12 minuti fa
- Tempo di lettura: 2 min
Come EMDR, Flash Technique e Compassion Focused Therapy aiutano a tornare alle origini del dolore emotivo
Ci sono momenti nella vita in cui reagiamo in modo che sembra “sproporzionato”.
Una frase innocua ci fa crollare.Un tono di voce ci fa chiudere.Un ritardo ci fa sentire abbandonate.
Razionalmente sappiamo che “non è successo niente di grave”.Eppure il corpo reagisce come se fosse in pericolo.
Queste reazioni intense non nascono dal presente.Nascono da un tempo più antico.Il corpo se lo ricorda.
Cos’è il ponte somatico
Il “ponte somatico” è uno strumento utilizzato in diversi approcci terapeutici, tra cui EMDR, Flash Technique e — in modo differente — nella Compassion Focused Therapy.
L’idea è semplice e potente:il corpo custodisce memorie emozionali che la mente non ha integrato.
Quando proviamo un’emozione intensa — ansia, vergogna, panico, colpa — invece di chiederci:
“Perché mi sento così?”
possiamo chiederci:
“Dove lo sento nel corpo?”
Una stretta al petto.
Un nodo alla gola.
Un peso allo stomaco.
Una tensione tra le spalle.
Il corpo diventa un ponte: sensazione → emozione → ricordo originario.
Perché il corpo sa prima della mente
Il sistema nervoso registra le esperienze prima della narrazione cosciente.
Le neuroscienze interpersonali, con autori come Daniel Siegel, sottolineano come molte memorie traumatiche siano immagazzinate in forma sensoriale ed emotiva, prima ancora che narrativa.
Non serve ricordare tutto nei dettagli. Il corpo ha registrato la sensazione di paura, impotenza, solitudine. E oggi reagisce come allora.
EMDR e ponte somatico
Nell’EMDR, il terapeuta aiuta la persona a seguire quella sensazione corporea fino alla prima esperienza in cui si è formata.
Non si forza il ricordo. Si lascia emergere.
L’obiettivo non è rivivere il trauma, ma trasformarne l’impatto emotivo.
Flash Technique: entrare in contatto senza essere travolti
La Flash Technique utilizza un approccio ancora più delicato.
Si individua l’elemento disturbante, ma il lavoro avviene mantenendo l’attenzione su stimoli neutri o positivi, evitando un’eccessiva attivazione del sistema nervoso.
È particolarmente indicata per chi teme di essere sopraffatta dai ricordi.
Compassion Focused Therapy: portare compassione sulle parti ferite
La CFT non utilizza il ponte somatico in senso tecnico, ma introduce un elemento fondamentale: lo sviluppo di un Sé adulto compassionevole.
Quando emerge una sensazione corporea dolorosa, si può:
rallentare il respiro
appoggiare una mano sul cuore
usare un tono interno gentile
Il ponte apre la porta. La compassione entra nella stanza.
Perché funziona
Perché non si ragiona sul trauma: si ripara.
La mente può minimizzare. Il corpo no.
Quando impariamo ad ascoltarlo, possiamo tornare a quella parte di noi che non aveva strumenti — e offrirle oggi sicurezza, protezione e riconoscimento.
Domande di consapevolezza
Senza fare terapia da sole, possiamo iniziare con delicatezza:
Quando provo questa emozione, dove la sento nel corpo?
Questa sensazione mi ricorda un’altra fase della mia vita?
Che cosa avrebbe voluto sentire quella parte di me?
Non è uno scavo forzato. È un ascolto.
Conclusione
Guarire non significa ricordare meglio. Significa sentire in modo diverso.
Non cerchiamo il passato per restarci. Lo attraversiamo per liberare il presente.
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