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La menzogna accademica: quando lo studente mente per sopravvivere

Nell’immaginario comune, lo studente che copia durante un esame o si fa aiutare per un elaborato è semplicemente “disonesto”. Ma dietro la menzogna accademica si nasconde una realtà più complessa: giovani che cercano di sopravvivere in un sistema che li mette costantemente alla prova.

Non è solo voglia di imbrogliare

Molti studenti non mentono per pigrizia o malizia. Mentono perché si sentono schiacciati da aspettative, ansie e confronti continui. La menzogna diventa una strategia di difesa, un modo per restare a galla quando la pressione è troppa.

Le motivazioni principali:

  • Ansia da prestazione → “Se fallisco, non valgo nulla.”

  • Confronto sociale → “Tutti sembrano più bravi di me.”

  • Paura di deludere → “I miei genitori si aspettano che io riesca.”

  • Identità fragile → “Non posso mostrare le mie debolezze.”

Il ruolo della famiglia

Spesso, la menzogna nasce a casa. Non perché i genitori siano severi, ma perché lo studente non si sente libero di dire: “Ho paura”, “Non ce la faccio”, “Ho preso un brutto voto”. In assenza di ascolto autentico, la bugia diventa un ponte per mantenere il legame ed evitare conflitti. Paradossalmente, lo studente mente per proteggere il rapporto con i propri cari.

Un sistema che non perdona

L’università premia la performance più che il percorso. Si parla poco di fallimento, di fatica, di fragilità. Lo studente impara presto che mostrarsi vulnerabile è rischioso. E così, per proteggersi, mente.

Ma ogni menzogna ha un costo:

  • erode la fiducia in sé stessi;

  • crea distanza emotiva con gli altri;

  • rafforza l’idea di non essere “abbastanza”.

Come cambiare rotta

La menzogna accademica non si combatte con punizioni, ma con comprensione. Serve un nuovo patto educativo, fondato su ascolto, autenticità e accoglienza:

  • Valorizzare lo sforzo, non solo il risultato.

  • Promuovere spazi di dialogo tra studenti, docenti e famiglie.

  • Educare alla vulnerabilità, come parte del processo di crescita.

Conclusione

La verità non è sempre facile da dire, soprattutto quando si ha paura di non essere accettati. Ma ogni studente ha diritto a sentirsi accolto anche nei suoi inciampi. Perché l’università non dovrebbe essere solo il luogo del sapere, ma anche quello della cura.

👉 Se sei uno studente e ti ritrovi in queste parole, ricorda che non sei solo. Cercare uno spazio di ascolto psicologico può aiutarti a ritrovare fiducia in te stesso e nei tuoi legami.


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